Con il termine “psicosi” si intende una sindrome (definita come  un insieme di sintomi) che può essere associata a diversi disturbi psichiatrici, ma che non rappresenta di per sè un disturbo specifico nei classici sistemi diagnostici quali il DSM-IV-TR o l’ICD-10.

”Psicosi“ significa innanzitutto un insieme di deliri e allucinazioni, ed in generale include anche sintomi quali la disorganizzazione nell’eloquio e nel comportamento  e gravi distorsioni nel modo in cui un individuo percepisce la realtà. Pertanto, la psicosi può essere considerata un insieme di sintomi in cui le capacità mentali di un soggetto, tra cui la sua risposta affettiva agli stimoli e la sua capacità di riconoscere la realtà, di comunicare e di relazionarsi con gli altri sono compromesse [1].

La schizofrenia è il disturbo psicotico più conosciuto. Colpisce all’incirca l’1% della popolazione, mentre un altro 2-3% degli individui è affetto da sintomi schizofrenici meno gravi che non soddisfano i criteri per la diagnosi di questa malattia.

 Epidemiologia ed Eziologia

L’età di insorgenza della psicosi è variabile; La psicosi ha un’incidenza tra i 15 e i 54 anni di 1,5-4,2/100.000 persone. Variano per gravità e prognosi in base alle caratteristiche del disturbo, e in base alle caratteristiche dell’ambiente in cui vive la persona. Gli studi dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, l’International Pilot Study of Schizophrenia e il Collaborative Study on Determainants of Outcome of Severe Mental Disorders [2], condotti su 1400 individui osservati in un tempo superiore ai 20 anni, mostrano che la schizofrenia è ubiquitaria, e che contesti sociali diversi determinano esiti sociali diversi. Non sono emerse aree geografiche con incidenza particolarmente elevata. Una prognosi decisamente migliore si è evidenziata per i soggetti appartenenti ai paesi in via di sviluppo, sia per i quadri clinici a esordio acuto, sia per quelli a esordio progressivo.

 Sintomi e profilo neuropsicologico

I sintomi psicotici sono ascrivibili a disturbi di forma del pensiero (alterazioni del flusso ideativo fino alla “fuga delle idee” e all’incoerenza; alterazioni dei nessi associativi, come la paralogia, la tangenzialità, le risposte di traverso, i salti di palo in frasca), disturbi di contenuto del pensiero (ideazione prevalente delirante: deliri, spunti interpretativi), e disturbi della sensopercezione (dispercezioni ed allucinazioni uditive, visive, olfattive, tattili, cinestesiche).

La schizofrenia è caratterizzata da deliri e allucinazioni uditive, perdita di coerenza e logica nel pensiero e nel discorso, ed emotività diretta all’esterno ridotta o inappropriata al contesto sociale [3].

Secondo la classificazione del DSM-IV-TR, è possibile schizofrenico porre una diagnosi di schizofrenia  quando si riscontra:

 ALa presenza persistente di due o più dei sintomi che seguono, per un periodo significativo che si considera di almeno un mese (si osserva che la durata può essere inferiore se il sintomo recede a seguito di trattamento): deliri, allucinazioni, disorganizzazione del discorso verbale (es: perdere il filo, incoerenza, divagazione e espressione troppo astratta); grave disorganizzazione del comportamento (es. nel vestiario, nelle abitudini diurne, disturbi del sonno, disforia, piangere o ridere frequentemente e inappropriatamente), oppure stato gravemente catatonico;presenza di sintomi negativi, cioè che trasmettono un forte senso di disinteresse, lontananza o assenza del soggetto: appiattimento affettivo (mancanza o forte diminuzione di risposte emozionali), alogia (assenza di discorso), avolizione (mancanza di motivazione), disturbi dell’attenzione e delle capacità intellettive, assenza di contatto visivo.

 BDeficit o disfunzione sociale e/o occupazionale: per un periodo di tempo significativo, uno o più degli ambiti principali della vita del soggetto sono gravemente compromessi rispetto a prima della comparsa del disturbo (lavoro, relazioni interpersonali, cura del proprio corpo, alimentazione ecc.)

 C) Durata: persistenza dei sintomi “B” per almeno sei mesi, che includano almeno un mese di persistenza dei sintomi A.

Le allucinazioni uditive, un sintomo primario trovato in oltre il 60% delle persone con diagnosi di schizofrenia, sono comuni anche in persone con disturbo bipolare e/o depressione maggiore [4]. Il disturbo bipolare e la depressione maggiore spesso possono coinvolgere altri sintomi psicotici, come deliri e i sintomi legati alla disregolazione emotiva [5].

 

Floriana Bua
Psicologa
Mental Health Worker (C&I Mental Health Foundation Trust, NHS)
London

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