Le recenti osservazioni cliniche, che hanno contribuito alla pubblicazione del nuovo Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali (DSM-V, maggio 2013), confermano come i disturbi del comportamento alimentare, rigidamente schematizzati dal precedente volume, siano in realtà più eterogenei e intrecciati con patologie psichiatriche, dipendenze, disturbi del comportamento.

Le nuove manifestazioni del sintomo alimentare:
– l’ ortoressia è un disordine simile all’anoressia e alla bulimia, con la differenza che mentre queste due patologie sono relazionate alla quantità, l’ortoressia è correlata alla qualità del cibo ingerito che deve essere rigorosamente sano. Solitamente queste persone dedicano molto tempo alla selezione degli alimenti, ricercandoli e cucinandoli scrupolosamente, evitando di consumare pasti sulla cui provenienza non si abbiano certezze, condizionando di conseguenza la propria vita relazionale e lavorativa.
– la bigoressia o dismorfofobia muscolare è l’aspirazione, quasi ossessiva, di possedere un fisico perfetto, tonico, atletico e muscoloso. Tale patologia interessa principalmente gli uomini ma è oggi in aumento la percentuale femminile; la preoccupazione eccessiva per il proprio aspetto riguarda tutto il corpo e non una sua parte specifica per tale motivo il disturbo è anche
noto come dismorfofobia muscolare.
– l’anoressia atletica si riscontra soprattutto nelle atlete sebbene i sintomi possono passare inosservati per lungo tempo, attribuiti ad un generico stress da competizione. Da un punto di vista fenomenologico l’anoressia nervosa e l’anoressia atletica vanno tenute distinte: nella prima prevale infatti un disturbo dell’immagine corporea per cui i soggetti, con digiuni, vomito o altre modalità eliminatorie ricercano un ideale di magrezza irrealizzabile. Viceversa
nell’anoressia atletica il miglioramento della propria performance si realizza attraverso la riduzione di massa corporea e di massa grassa.
– la sindrome da alimentazione notturna (NES) è un disturbo caratterizzato dall’assenza di appetito la mattina, eccessiva alimentazione nelle ore serali con conseguente difficoltà ad addormentarsi, risvegli notturni accompagnati dalla necessità di mangiare per riuscire a riaddormentarsi. Il disturbo è spesso associato anche a depressione e stress. In contrasto con l’assunzione di cibo che a volte avviene nei disturbi del sonno, nella sindrome da alimentazione notturna la persona è consapevole di quanto ingerito e ha la tendenza a non alimentarsi durante la prima parte della giornata.

Le cause delle patologie alimentari sono molteplici e vanno individuate nella storia della persona e nelle dinamiche relazionali. Il cibo assume spesso una duplice valenza: da un lato rappresenta una soluzione per la gestione di problematiche emotive, dall’altro una risposta prevalente ai bisogni di attenzione e affetto. Coloro che soffrono di un disturbo alimentare si
illudono che, controllando il proprio corpo, possano cambiare la propria vita, diventandone artefici assoluti. I pensieri ossessivi veicolati da tali patologie invadono la mente, il cibo diviene una sorta di anestetico che protegge dalla sofferenza e da tutti quegli stati emotivi non tollerabili ma priva cosi la persona della possibilità di riconoscere e vivere qualsiasi altra emozione, alimentandone fragilità e insicurezza.

Serena Sciarratta

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