Introduzione

L’insonnia cronica si riferisce a sintomi che persistono per almeno sei mesi.

Perche’ il disturbo del sonno sia caratterizzato come insonnia, devono essere presenti tre caratteristiche: (i) scarso sonno per almeno sei mesi, (ii) ridotto funzionamento durante il giorno (iii) l’impossibilità di essere giustificato da altre condizioni mentali o fisiche (ad esempio asma , malattie cardiache, disturbo bipolare, depressione grave, ecc).

Vari studi stimano che il 10 al 15% della popolazione negli Stati Uniti soffre di insonnia e percentuali nel Regno Unito sembra essere simile (Epstein et al, 2006, pag. 4). La privazione del sonno colpisce la salute e la qualità della vita. Le persone che soffrono di questa condizione spesso prendono farmaci come benzodiazepine e antidepressivi per addormentarsi, anche se questi farmaci hanno numerosi effetti collaterali a lungo termine (Christensen & Feldman 2003, p. 271). Ci sono numerose conseguenze alla privazione del sonno. L’esempio di Randy Gardner, che è riuscito a rimanere sveglio per 11 giorni, illustra alcuni di queste. Dopo il secondo giorno, il signor Gardner soffriva di nausea, irritabilità e perdita di memoria; dopo il quarto giorno soffriva di ossessioni e insopportabile stanchezza, infine, con il passare dei giorni, è stato afflitto da tremori e non riusciva più a tenere una conversazione.

Questo è un esempio estremo, tuttavia, esso mostra chiaramente l’importanza del sonno nel garantire il buon funzionamento del corpo e della mente.

La ricerca sull’insonnia

La ricerca medica dimostra che l’insonnia è più comunemente causata da ‘stress’. Lo stress è l’eccessiva attivazione del sistema nervoso, causando alcuni organi del corpo ad essere eccessivamente stimolati e costantemente attivi. Sembra essere evidente in campo medico che non dormire ha un impatto negativo sul corpo e la psiche a causa della sua natura riparativa. Uno dei processi in cui e’ coinvolto il sonno è il consolidamento di molti aspetti della nostra vita quotidiana cosciente nei livelli più profondi del cervello (ad esempio memoria a lungo termine). Gli studi dimostrano anche che l’insonnia è drammaticamente aumentata nel corso degli anni, che è più comune nei paesi industrializzati e che il rischio di insonnia aumenta con l’età.

 Trattamento

Il trattamento può comportare l’uso di farmaci, come le benzodiazepine e gli antidepressivi che aiutano ad addormentarsi e mantenere il sonno. Anche se molto utile nel breve termine, questi farmaci hanno spesso numerosi effetti collaterali e possono causare dipendenza. La terapia cognitivo comportamentale e l’ipnosi hanno dimostrato di essere molto efficaci nel trattamento dell’insonnia cronica. L’obiettivo della terapia è quello di cambiare i pensieri negativi ed i comportamenti che possono contribuire all’insonnia. L’ipnoterapia utilizza anche tecniche di rilassamento per aiutare i clienti ad imparare modi per rilassarsi e addormentarsi.

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