Il Disturbo da Deficit di Attenzione/Iperattività (ADHD) è uno dei disturbi più studiati e frequenti dell’età evolutiva. Il quadro sintomatologico è costituito da disattenzione, iperattività ed impulsività, a cui sono frequentemente associate altre manifestazioni problematiche, quali disturbi dell’apprendimento e difficoltà scolastiche, disturbi da comportamento dirompente, autismo e problematiche emotivo-relazionali, quasi ansia e depressione.

L’ADHD è generalmente visibile dall’infanzia, ma le sue manifestazioni persistono in adolescenza ed in età adulta in più di metà degli individui affetti. Nonostante l’elevata prevalenza (3-7% secondo il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, DSM-IV-TR, APA 2000), in ambito clinico si riscontra una certa reticenza nel porre questa diagnosi, soprattutto per quanto riguarda la realtà italiana.

I bambini con ADHD presentano le seguenti caratteristiche:

1) Disattenzione: si manifesta soprattutto con una difficoltà a mantenere l’attenzione e a concentrarsi nelle attività quotidiane, con alta facilità a farsi distrarre da stimoli esterni e tendenza a commettere errori di distrazione. Gli insegnanti riferiscono solitamente che questi bambini non riescono a seguire le istruzioni fornite e sembrano sempre distratti. La disattenzione tuttavia non è presente in ogni situazione: quando adeguatamente stimolati e coinvolti in attività ad alto grado di interesse, i bambini con ADHD possono infatti riuscire a sostenere buoni livelli di attenzione e di performance.

2) Iperattività: si riferisce non solo alla necessità di questi bambini di mantenere alti livelli di attività, ma anche alla disorganizzazione e alla mancanza di finalità delle loro azioni. Passano velocemente da un’attività a un’altra, sono sempre in movimento, hanno difficoltà a restare fermi o seduti per tempi anche non prolungati. Ciò che sostanzialmente differenzia i bambini iperattivi dagli altri bambini è l’incapacità di inibire l’attività e la motilità nelle situazioni in cui ciò è richiesto.

3) Impulsività: è evidente nell’incapacità di pensare prima di agire, pianificare le proprie azioni e considerare le conseguenze delle azioni stesse. Questa caratteristica si manifesta con la difficoltà ad attendere il proprio turno ed a rispettare le regole durante attività scolastiche e con i pari. Questi bambini rispondono precipitosamente alle domande e interrompono i dialoghi o le attività altrui. Per queste ragioni, l’impulsività è spesso uno dei maggiori motivi di difficoltà nelle relazioni con genitori, insegnanti e pari.

È di grande importanza riuscire a discriminare i bambini che presentano lievi problemi di inattenzione ed iperattività da quelli in cui queste manifestazioni sono pronunciate e rischiano di provocare forti disagi a livello familiare, amicale e scolastico. L’individuazione precoce ed attenta del disturbo è quindi fondamentale, perché venga offerto loro e alle loro famiglie un percorso riabilitativo e terapeutico adeguato.

 

Leggi anche:

 

Giorgia Michelini

 

BIBLIOGRAFIA

American Psychiatric Association. (2000). Diagnostic and statistical manual of mental disorders (4th edn. Text Revision ed.). Washington, DC, USA: American.

Write a comment:

*

Your email address will not be published.